DECOLLA L’AZIONARIATO CRITICO

Lunedì 21 gennaio alle 17 l’aula magna dell’Università Cattolica ospita una tavola rotonda nel corso della quale la “Fondazione Culturale Responsabilità Etica” e “Valori” lanciano un progetto di azionariato critico. La tavola rotonda è un’occasione per presentare l’iniziativa e per confrontarsi, con esperti italiani e stranieri, su un tema poco conosciuto e poco utilizzato in Italia, ma molto apprezzato negli Usa e in nord Europa. Che cosa significa azionariato critico? Acquistare le azioni di una grande impresa quotata in Borsa per cercare di influenzarne il comportamento dall’interno e migliorare il suo impatto ambientale e sociale. Il possesso delle azioni di un’impresa dà diritto a partecipare alle assemblee, dove si può prendere la parola per interventi critici verso l’operato dell’azienda. Ma, prima ancora (e dopo) l’assemblea, bisogna monitorare le azioni dell’impresa e dialogare con i vertici. Dialogo che, nella maggior parte dei casi, porta a concreti risultati. Gli obiettivi sono ottenere una gestione dell’impresa più trasparente, evidenziare le distorsioni nei compensi dei manager e dei dipendenti, eliminare i conflitti di interesse, sostenere una separazione netta tra controllo e gestione delle aziende, ottenere il rispetto dei diritti dei lavoratori dell’impresa in qualsiasi suo stabilimento, anche nei Paesi dove tali diritti non sono garantiti. Indirizzare il comportamento dell’impresa verso una sostenibilità di lungo periodo. La Fondazione Culturale Responsabilità Etica sta selezionando alcune imprese quotate alla Borsa italiana, particolarmente criticate dal punto di vista della tutela dei diritti umani e sindacali, delle relazioni industriali, del rispetto dell’ambiente e della trasparenza. Verranno quindi acquistate le azioni di queste imprese, grazie a un fondo di 25.000 euro, costituito dalla Fondazione. Inizierà un costante monitoraggio dell’operato delle imprese e del loro impatto sociale e ambientale, per poi dare vita ad una attività di partecipazione, informazione e dialogo, da un lato con l’azienda, dall’altro con l’opinione pubblica. Negli Stati Uniti e in molti Paesi europei l’azionariato attivo è una prassi comune, che ha portato ottimi risultati. Ad adottarla di solito sono fondi pensione (negli Usa i principali sono Calpers, fondo pensione dei dipendenti pubblici californiani, e Calsters, fondo pensione degli insegnanti californiani; in Svizzera Ethos ne raggruppa un’ottantina), ordini religiosi (un centinaio quelli rappresentati dalla statunitense Iccr), associazioni di consumatori (come l’olandese Vbdo). La tavola rotonda di oggi sarà introdotta da Gian Paolo Barbetta, coordinatore del master in “Terzo settore e imprese sociali” presso l’Università Cattolica del Sacro Cuore. Interverranno poi Jean Laville, direttore aggiunto di Ethos, Fondazione svizzera per lo sviluppo sostenibile, che gestisce oltre 1,5 miliardi di euro per conto di un’ottantina di fondi pensione elvetici e li rappresenta nelle assemblee degli azionisti; Ernst van Weperen, direttore di VBDO, Forum per la Finanza Sostenibile Olandes; Ugo Biggeri, presidente della Fondazione Culturale Responsabilità Etica,; Mauro Meggiolaro, di Etica Sgr; Antonio Tricarico, di CRBM (Campagna per la Riforma della Banca Mondiale); Walter Ganapini, presidente di Greenpeace Italia. Modera Andrea di Stefano, direttore di “Valori”. (9Colonne)

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