CRESCE POVERTA’ IN AREE RURALI EUROPEE

Una conferenza, con esperti provenientI da tutti i paesi europei, per contrastare povertà ed esclusione nelle aree rurali, che rappresentano il 59% dell’Europa. L’incontro sulla "Lotta alla povertà e all´esclusione sociale nelle aree rurali", tenutosi a Budapest dall’11 al 12 giugno, è stato organizzato congiuntamente dalla Commissione europea e dal ministro ungherese degli Affari sociali e del Lavoro ed ha visto riunite le parti interessate e gli esperti in materia di esclusione sociale di tutti gli Stati membri e della Commissione europea. Tra i principali relatori si segnalano Jérôme Vignon, direttore della Direzione per la Protezione sociale e l´integrazione sociale della Commissione europea, e László Herczog, ministro ungherese degli Affari sociali e del Lavoro. “L´allargamento dell´Unione europea ha ampliato le disparità territoriali, con il conseguente insorgere di varie forme di povertà estrema,” ha dichiarato Vignon. “Dobbiamo concentrarci sulle questioni irrisolte” e "rafforzare meglio le politiche coordinate e promuovere lo scambio di esperienze e di buone pratiche" ha detto ancora Vignon. Nonostante gli ambiziosi obiettivi fissati dal Consiglio europeo di Lisbona del marzo 2000 infatti, la povertà in Europa è ancora considerevole. Sebbene i fondi agricoli rappresentino il 59% dell’Unione europea, sono state trascurate per quanto concerne i tentativi di risolvere il problema povertà. Uno degli studi presentati nel corso della conferenza di Budapest, indica vari circoli viziosi che stanno di fatto peggiorando la situazione di coloro che vivono in povertà. Il “circolo demografico”, ad esempio, porta all’abbassamento del tasso di natalità e all’emigrazione dei giovani. Vi è poi il “circolo dell’isolamento” che è generato da infrastrutture insufficienti e pregiudica lo sviluppo economico dell’area, spingendo quindi la popolazione ad emigrare. Al tempo stesso, “il circolo dell’istruzione”, generato dai bassi livelli di istruzione della maggior parte degli abitanti delle aree rurali, determina una bassa occupazione e un’elevata povertà che, a sua volta, peggiora la qualità dell’istruzione. Infine, il “circolo del mercato del lavoro” inizia con le scarse possibilità offerte dal mercato del lavoro di molte aree rurali che obbligano molte persone qualificate ad emigrare e quindi a peggiorare la qualità della forza lavoro locale. Alla conferenza sono stati inoltre presentati dati recenti sulle preoccupanti dimensioni del fenomeno della povertà infantile nelle aree rurali degli Stati membri dell’Europa orientale e meridionale. Secondo la professoressa Zsuzsa Ferge dell´Università di Eötvös, in Ungheria, nelle aree rurali un bambino su tre è a rischio povertà in Lituania, Polonia, Lettonia, Ungheria, Spagna e Italia. (9Colonne)

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