EUROSTAT, 17% POPOLAZIONE A RISCHIO POVERTA’

Nel 2008, la quota di popolazione dell’Unione europea minacciata dalla povertà è salita al 17%. Lo afferma l’Eurostat, che ha elaborato questo dato nell’ambito dell’inchiesta ‘EU-SILC 2’, in occasione della conferenza inaugurale dell’Anno europeo della lotta contro la povertà e l’esclusione sociale, che si svolgerà il prossimo 21 gennaio a Madrid. Dal 2005 a oggi il tasso di rischio povertà nell’Ue a 27 ha avuto un andamento stabile, variando tra il 16% e il 17%. I Paesi che soffrono maggiormente sono in ordine la Lettonia (26%), la Romania (23%), la Bulgaria (21%), e a pari livello la Grecia, la Spagna e la Lituania (20%). Meglio la Repubblica ceca (9%), i Paesi Bassi e la Slovacchia (11%), seguite da Danimarca, Ungheria, Austria, Slovenia e Svezia, con il 12%. Secondo lo studio prodotto dall’ufficio statistico, oggi sul territorio europeo un bambino su cinque appare minacciato dalla povertà, con un tasso di rischio per i ragazzi da 0 a 17 anni che è salito nel 2008 al 20%. Anno in cui i valori più elevati sono stati registrati in Romania (33%), Bulgaria (26%), Italia e Lettonia (25%). Il peggioramento della situazione socio-economica interessa anche le persone al di sopra dei 65 anni, il 19% delle quali è a rischio povertà, in particolare in Lettonia, Cipro, Estonia, Bulgaria, Ungheria, Lussemburgo e Repubblica ceca. Nel 2008 il tasso di privazione materiale, valore che misura l’esclusione sociale in termini assoluti, ha interessato il 37% della popolazione. Il che significa che quasi 4 persone su cento non possono permettersi una settimana di vacanza, il 10% non ha fondi a sufficienza per riscaldare adeguatamente la propria casa, il 9% ha problemi ad acquistare carne e pesce e il 9% non possiede un’automobile. (9Colonne)

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