FONDI, L’EUROPA STUDIA LA NUOVA VIGILANZA
Si è da poco conclusa la consultazione europea sul futuro del sistema di vigilanza dei servizi finanziari e Assogestioni ha partecipato al dibattito contribuendo e supportando le richieste presentate da Efama, l’associazione europea del risparmio gestito. La crisi globale dei mercati finanziari ha fatto nascere all’interno dell’Unione Europea la necessità di rivedere i meccanismi di sorveglianza dei mercati finanziari sia a livello sistemico che a livello microeconomico. Se la riforma delineata nel documento di consultazione della Commissione Europea sulla base del rapporto de Larosière dovesse essere portata avanti anche dalla prossima Commissione lungo la linea qui tracciata, si assisterà nei prossimi anni ad un graduale ma progressivo e rilevante trasferimento di parte dei potere dalle Autorità di Vigilanza nazionali ad una o più autorità europee, con un ulteriore rafforzamento del mercato unico dei prodotti finanziari. Il gruppo di "saggi" presieduto da Jacques de Larosière ha formulato concrete proposte di riforma per la struttura della vigilanza in Europa finalizzate ad assicurare coerenza tra gli obiettivi di crescita economica e quelli di protezione di chi investe nei fondi. Il progetto sottoposto a consultazione parte dalla necessità di accrescere il coordinamento tra le autorità europee sia a livello di regolamentazione che di struttura e organizzazione dell’attività di vigilanza e propone la creazione di un Sistema Europeo per la Vigilanza (ESFS) e di un sistema di monitoraggio e allerta sui rischi finanziari di sistema (ESRC). Per quanto concerne la revisione delle regole, Assogestioni avanza la proposta di sviluppare un nucleo di norme armonizzato da applicare in tutti i paesi europei evitando l’attuale accumulo di eccezioni, deroghe, aggiunte o ambiguità che complicano e indeboliscono l’attività di sorveglianza e hanno forte impatto negativo sull’efficienza e i costi che gli operatori internazionali devono affrontare. La Commissione si propone di presentare la propria proposta definitiva entro maggio e attuare le relative misura legislative entro l’autunno di quest’anno (9Colonne)

























