NORD EST, LA CRISI VISTA DAI COMMERCIALISTI

Sono due gli obiettivi primari proposti a Vicenza durante la Convention annuale dei Dottori Commercialisti e degli Esperti Contabili delle Tre Venezie: investire in formazione e in specializzazione. Propositi che discendono dalla consapevolezza che "è finita l’era del commercialista tuttologo". Così si è espresso il presidente dell’Associazione Dante Carolo. I Dottori Commercialisti ed Esperti Contabili che operano nel Triveneto attualmente sono quasi 11 mila. Di questi, 3.012 sono donne e 3.015 hanno un’età compresa tra i 30 e i 40 anni. La provincia con il maggior numero di iscritti risulta essere quella di Verona che conta in tutto 1.750 commercialisti e ragionieri, seguono Padova (1.567) e Treviso (1.305). Denominatore comune e tema di dibattito per gli 11 mila esperti di bilanci, l’effetto della crisi economica che ha modificato tipologia e modalità dell’impegno del commercialista. Innanzitutto è cresciuta la mole di lavoro straordinario, procurata dall’esigenza di ristrutturazione manifestata dalle aziende. Contemporaneamente sono aumentate le procedure seguite per insolvenza, fallimenti e licenziamenti. Un impegno a cui si è aggiunto quello determinato dai maggiori adempimenti fiscali e tributari richiesti dall’Agenzia delle Entrate. La crisi ha sortito, inoltre, una pesante dilazione dei pagamenti: come testimoniato da un sondaggio condotto dal Consiglio Nazionale dei Dottori Commercialisti, l’incasso delle parcelle è passato da 30 a 150 giorni, andando a incidere fortemente sui bilanci di molti studi. I professionisti del Nordest in questo non si differenziano da quelli del resto del Paese. La specificità di quest’area va, invece, individuata nella struttura produttiva composta da innumerevoli microimprese. Un tessuto economico che per il commercialista si traduce spesso nell’espletazione di attività basilari: dichiarazioni dei redditi e contabilità in generale. Rispetto ad altre regioni, infatti, le microimprese del Triveneto preferiscono affidarsi al professionista che offre servizi personalizzati, piuttosto che all’Associazione di categoria. Un campo d’azione in sensibile crescita per i commercialisti è, inoltre, rappresentato dalla consulenza agli istituti di credito che sempre più spesso richiedono pareri esterni per valutare bilanci di società che necessitano di ricorrere ai prestiti bancari (9Colonne)

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