PRESTITI: 10.600 SPORTELLI PER IL FONDO DI GARANZIA CEI

Oltre un terzo del totale degli sportelli bancari ha già aderito all’accordo Abi-Cei che prevede un programma nazionale di microcredito per le famiglie in difficoltà a seguito della crisi economica. Ad oggi, infatti, sono 10.672 le filiali pronte a realizzare le opportunità previste dall’intesa che partirà a settembre. Lo rende noto l’Abi. In quest’ottica, proseguirà il road show nazionale di presentazione del progetto che ha già fatto tappa a Bari, Firenze, Reggio Calabria, Verona e ha visto la partecipazione di 700 persone, 57 banche, 102 Caritas e 30 enti locali. L’accordo è volto a favorire l’erogazione di finanziamenti in favore delle famiglie numerose, o gravate da malattia o disabilità, che abbiano perso ogni forma di reddito e che abbiano un progetto per il reinserimento lavorativo o l’avvio di un’attività imprenditoriale, attraverso la garanzia di un fondo istituito dalla Cei stessa. Il fondo di garanzia, con una dotazione iniziale di 30 milioni di euro, consentirà di erogare fino a 180 milioni di euro di finanziamenti (garantiti al 50%) che potranno anche aumentare nel corso del tempo. Si tratta del più grande programma di microcredito realizzato in Italia, unico in Europa per caratteristiche e livello di coinvolgimento dell’industria bancaria. I finanziamenti ammissibili alla garanzia hanno un importo non superiore a 6 mila euro e vengono erogati in tranche successive, secondo modalità concordate tra banca e cliente. Il finanziamento può essere esteso per ulteriori 12 mesi per un importo massimo di ulteriori 6.000 euro previa valutazione da parte della banca. Il piano di rimborso dei prestiti decorre trascorsi 12 mesi dalla delibera e con una durata massima di 5 anni. E’ previsto che a tale finanziamento si applichi un tasso annuo effettivo globale (Taeg) non superiore al 50% del tasso effettivo globale medio (Tegm) sui prestiti personali, pubblicato dal Ministero dell’Economia e delle Finanze ai sensi della legge 108/1996. Diverse banche aderenti stanno già proponendo condizioni migliorative. Le famiglie in possesso dei requisiti previsti dall’accordo dovranno recarsi presso l’Ufficio diocesano più vicino, compilare il questionario e il progetto di reinserimento lavorativo o di avvio di nuova attività imprenditoriale con l’assistenza degli operatori, allegare la documentazione richiesta e presentare presso una delle banche aderenti la domanda di finanziamento. L’elenco degli Uffici diocesani e delle Banche aderenti sarà consultabile sul sito www.abi.it a partire da settembre. (9Colonne)

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