SOCIAL LENDING, DECOLLANO I PRESTITI ON LINE

A poco più di un anno dalla comparsa del social lending sono giá più di 40mila gli italiani che, complice anche la crisi economica e il conseguente crollo del mercato del credito al consumo, hanno scelto di scambiarsi denaro su internet bypassando gli intermediari tradizionali allo scopo di chiedere prestiti a tassi più bassi e prestare denaro a interessi maggiori. Lo rileva un servizio del Sole 24 Ore. Nel primo trimestre del 2009, periodo durante il quale gli effetti della crisi globale sono stati di maggiore intensitá, il mercato del credito al consumo in Italia ha registrato un decisivo crollo. Per anni le famiglie italiane hanno continuato ad indebitarsi, fino al primo dato negativo di questo primo trimestre: -10,7%. È quanto emerge dall’analisi di Assofin, l’Associazione Italiana del Credito al Consumo e Immobiliare. In Italia sono due le principali societá che si occupano di social lending: la prima, Boober.it, è nata in Olanda; la seconda, Zopa.it, è stata importata dal Regno Unito. Offrire o ricevere in prestito del denaro è molto facile: per il richiedente - spiega Maurizio Sella, amministratore delegato di Zopa Italia - bisogna iscriversi, si fa la richiesta direttamente sul web e in tempo reale viene data la risposta se il prestito viene concesso o meno; per quanto riguarda il prestatore, anche lui va sul sito, si registra, fa la sua offerta e decide di prestare una certa somma ad un certo tasso d’interesse. Nel momento in cui offerta e domanda si incontrano ecco che si realizza il finanziamento.

Dopo aver effettuato l’iscrizione il richiedente specifica l’importo richiesto (da 1.500 a 15mila euro) e la durata del prestito (12, 24, 36 e 48 mesi). "Dal momento della richiesta sul web -spiega Maurizio Sella- interroghiamo le societá di informazione creditizia le quali ci danno indietro un rating che corrisponde ad una categoria di rischio di Zopa". In cambio della gestione della piattaforma tecnologica e delle transazioni, dell’attivitá di recupero crediti e del marketing, funzionale a far crescere la comunitá, gli operatori prendono una commissione che viene richiesta sia ai prestatori (l’1% nel caso di Zopa), sia ai richiedenti (da 0,5% a 2,5% in base alla categoria di rischio). La commissione viene calcolata per i primi sull’importo dato in prestito al netto dei rimborsi e per i secondi sull’ammontare del prestito ottenuto. Nel caso del richiedente si aggiunge una quota fissa di 15 euro per anno di durata del finanziamento, non addebitando costi per l’incasso delle rate. Il profilo tipico dei datori e dei prenditori di fondi è prevalentemente maschile e giovane, di etá compresa tra i 25 e i 45 anni. (9Colonne)

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