SOLDI IN PRESTITO, CONTRATTI FUORILEGGE
Fare ricorso a un prestito può essere un rischio, anche per chi è vi costretto in periodo di crisi. A questa conclusione porta l’esame delle clausole vessatorie identificate nei contratti più diffusi dalle Camera di commercio di Milano e di Monza e Brianza. Sono decine le clausole vessatorie per i consumatori, come le penali eccessive previste in caso di mancato pagamento, 300 euro su mille di prestito (33%) o comunque penali che sono applicate alla singola rata non pagata e non all’intero debito. O se le cose non vanno bene e si finisce in Tribunale, alcuni contratti prevedono che le spese debbano essere a carico del cliente, a prescindere da chi avrà ragione. Ci sono reclami? Per i contratti bisogna affrettarsi, dopo due anni non si può più. Risolvere controversie? Qualcuno prevede sedi diverse da quella eletta dal consumatore, che invece è quella da utilizzare. Se il cliente ritarda la rata di rimborso dei prestiti per due volte, la società può interrompere il contratto e chiedere che le venga restituito il capitale residuo ed eventuali interessi maturati nonché le spese sostenute, il che può portare a un costo molto più alto. In realtà la polizza assicurativa deve essere indicata nel contratto se è obbligatoria o facoltativa e se cambia la compagnia o il contratto viene ceduto a un’altra società non devono cambiare i diritti e gli oneri per il cliente. Non basta una nota della società per comunicare variazioni, come previsto in alcuni contratti, ma serve una comunicazione specifica e le variazioni possono essere fatte solo nei casi previsti dalla legge. Difficile poi abbandonare il contratto: la tacita proroga per il rinnovo non va bene, su alcuni contratti sono indicati due mesi prima della scadenza per la disdetta oppure c’è l’obbligo di tornare a pagare la commissione annuale. Ci sono clausole che prevedono la possibilità per il fornitore di annullare servizi, cambiarli, togliere la carta di credito, tutto senza necessità di giustificazione o preavviso. Ci sono contratti che vincolano oltre a chi firma anche il convivente o terzi garanti, che non conoscono il contratto e questo non è vessatorio se indicato in modo chiaro. Contratti che a volte trattengono il cliente oltre il termine: se non paga tutto quanto dovuto quando vuole estinguere il prestito si stabilisce una prosecuzione forzata generale e non solo di quanto rimane da saldare. La ricerca della Camera di Commercio viene presentata oggi a Milano. (9Colonne)

























