USA, ATTESO IL DEFAULT DI UNA GRANDE CITTA’
Sullo sfondo delle crescenti tensioni economiche in Grecia, sono sempre più numerosi gli esperti in ristrutturazioni che ritengono più probabile, entro quest’anno o il prossimo, il default per l’incapacità di risanare il debito pubblico, di una grande municipalità statunitense (il 90%), rispetto a quello di uno stato sovrano (il 63%). E’ quanto emerge dallo studio condotto annualmente da AlixPartners, società internazionale di consulenza aziendale. “Nell’edizione passata dello studio, molti intervistati avevano indicato le municipalità come l’ambito dell’economia statunitense a maggiore potenziale di rischio nel prossimo futuro”, spiega Peter Fitzsimmons, presidente di AlixPartners per il Nord America, e condirettore della divisione Turnaround and Restructuring Services. “Evidentemente tale convinzione si è rafforzata. Un aspetto positivo, tuttavia, è che il 60% degli intervistati non intravede per gli Stati Uniti il rischio di una ricaduta nella recessione”. L’area geografica considerata più a rischio di avere uno stato in default per incapacità di risanamento del debito pubblico è l’Europa (secondo il 74%), seguita dal Sud America (12%), e dal Medio Oriente (8%). Solo l’1% del campione ha invece indicato l’Asia e altrettanti il Nord America. Dalla survey è anche emerso come circa un terzo (31%) degli esperti in ristrutturazioni preveda in crescita di oltre il 15% le domande di fallimento da parte di società statunitensi nei prossimi 12 mesi, nonostante il numero record di richieste registrate nel 2009. Un altro 33% invece si attende un incremento compreso tra l’1% e il 6%. Lo studio ha poi riscontrato come il 97% degli esperti ritenga che il recente trend di fallimenti continuerà per tutto il 2010 e oltre. Il 98% del campione crede inoltre che i fallimenti societari nel 2010 si concentreranno soprattutto nel segmento delle medie aziende. Inoltre, l’82% è dell’avviso che un procedimento accelerato sia “sempre” o “il più delle volte” la soluzione migliore per tutte le parti coinvolte nella ristrutturazione di società a grande capitalizzazione. La survey è stata realizzata in un anno in cui molte società hanno potuto godere di un temporaneo sollievo dalle pressioni esercitate per i prestiti contratti, grazie ad accordi di rinegoziazione delle scadenze. Ma tali accordi non rappresentano una panacea, secondo Luca Ramella, managing director di AlixPartners Milano. “Credo che questa tendenza sottolinei come le aziende, indipendentemente dal settore di attività, abbiano sempre maggiore necessità di gestire in maniera aggressiva la liquidità e migliorare la propria operatività”, osserva Ramella. “A molte società con situazioni di bilancio delicate viene concesso ora un po’ di respiro per dare loro modo di affrontare e risolvere le inefficienze operative di fondo. Ma se non saranno in grado di migliorare la propria performance operativa, ogni scadenza che si profila all’orizzonte, anche solo a 12 mesi, diventa un problema”. (9Colonne)

























