FISCO, LIECHTENSTEIN: 390 ITALIANI INDAGATI

Sono 390 i nominativi della lista di titolari di conti correnti in Liechtenstein iscritti nel registro degli indagati della procura di Roma che indagherà, insieme ad altre 36 procure italiane, sui presunti casi di evasione fiscale. I reati ipotizzati riguardano la infedele e la omessa dichiarazione dei redditi, vale a dire la violazione degli articoli 4 e 5 della legge n. 74 del 2000 in materia di imposte sui redditi e sul valore aggiunto. I fatti risalgono a un periodo antecedente al 2002 e sono a rischio prescrizione in quanto tali reati decadono in sette anni e mezzo. Le somme depositate sui conti correnti del Liechtenstein variano da un minimo di 200 mila euro a un massimo di 400 milioni di euro. La maggior parte delle posizioni da esaminare riguardano Milano, con oltre 100 conti correnti: seguono Roma (circa 60), Bolzano (40) e Firenze (20). Pochissimi casi di persone residenti nel sud Italia: due sono a Napoli. Oltre all’indagine delle procure, è in corso un’inchiesta della procura nazionale antimafia e dello Scico della guardia di finanza che dovrà accertare eventuali profili di riciclaggio di denaro sporco e la presenza di eventuali prestanome. Gli accertamenti del procuratore Giovanni Ferrara, dell’aggiunto Pierfilippo Laviani e del pubblico ministero Mario Dovinola, condotti dal nucleo di polizia tributaria di Roma, riguardano anche due fondazioni. La procura di Roma chiederà ora insieme al ministero della Giustizia una rogatoria internazionale alle autorità del Liechtenstein per avere riscontri sui depositi e l’autenticità della lista. L’inchiesta procederà anche in Francia con l’esame, annunciato dal ministro del Bilancio Eric Woerth, delle posizioni tributarie di 20 delle 200 persone o gruppi familiari che figuravano sulla lista di tenutari di conti bancari nel Liechtenstein. (9Colonne)

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