GRAN BRETAGNA: CALANO GLI SPOT, NON LA FIDUCIA
La televisione resta sempre il mezzo di comunicazione più apprezzato in Gran Bretagna ed il pubblico si dichiara "estremamente soddisfatto" del servizio fornito sia dalle emittenti pubbliche che da quelle private. E’ il giudizio espresso dai telespettatori britannici,che, tramite un sondaggio dell’Ofcom, decretano il successo della tv, reputandola "all’altezza di soddisfare egregiamente quasi ogni esigenza". Nonostante la crisi abbia ristretto i fondi pubblici e rallentato le entrate commerciali, costringendo molte emittenti a tagli nelle spese e nei contenuti, la programmazione televisiva britannica vince ancora la sua sfida. Pubblicato oggi, il sondaggio dell’Ofcom emerge dalle pagine del suo più vasto Report annuale sul servizio radiotelevisivo, che il regolatore ha mostrato alla stampa citando tutte le cifre che attestano l’aumento del gradimento del mezzo televisivo. Nel 2008, il 63% degli utenti ha commentato positivamente i contenuti dei canali, dichiarandoli "di qualità e sempre più orientati alle esigenze della società del Paese, in continua evoluzione". Vincono all’unanimità le programmazioni dedicate all’informazione e all’attualità, con un netto 70% di consensii, mentre due anni prima si arrestavano al 62%. Gli inglesi sono poi molto soddisfatti di come i network coprono i maggiori eventi nazionali. Il regolatore dei Media non manca poi di citare gli investimenti compiuti nel 2008 dal settore, che nonostante siano crollati dagli originali 3 miliardi di sterline del 2004 ai 2,6 di oggi, hanno prodotto ugualmente un risultato soddisfacente. Unico tasto dolente forse, la quantità di tempo che ogni cittadino dedica al piccolo schermo, diminuita del 15%. A snobbare la tv sono maggiormente i ragazzi e gli adulti al di sotto dei 44 anni. Anche gli investimenti pubblicitari mostrano una flessione, non certo piccola visto che tra il 2004 ed il 2008 sono diminuiti vertiginosamente del 70%. Solo la BBC è stata costretta a passare in un anno da 97 a 77 milioni di sterline. Tiene dunque ancora testa lo strumento mediatico più diffuso nelle case, ma l’Ofcom stessa raccomanda alle emittenti "di tenersi in allerta con le continue sfide poste dai nuovi modelli di comunicazione che il mercato tecnologico offre a ritmo incalzante". (9Colonne)

























