INVESTIMENTI E CONSUMI, IL BOOM DELL’USATO
Dalla vendita di abbigliamento usato per bambini a quello per sportivi e ciclisti. Dal recupero e assemblaggio di materiale usato per creazioni artistiche ai veri e propri centri dell’usato, quasi moderni rigattieri: raccolgono e vendono di tutto, vestiti, scarpe, libri, mobili, elettrodomestici. Con l’antico che torna di moda. E, in tempi di crisi, significa anche risparmio. I punti vendita dell’usato a Milano sono aumentati del 38,4% tra 2004 e 2009, con una presenza sul territorio di 232 imprese attive, per un peso del 48,9% sul totale lombardo. Milano è inoltre seconda nella classifica delle province italiane più attive nel settore dell’usato, con un peso del 6,8% sul totale nazionale, preceduta da Roma (11,5% del totale nazionale, 394 imprese attive) e seguita da Napoli (6%, 206 imprese). Il settore che va per la maggiore, per quanto riguarda gli investimenti e gli acquisti di prodotti di seconda mano, è quello del mobile antico e usato (46,6% del totale milanese, 108 imprese attive), che ha registrato anche l’aumento più alto (+173,8% di crescita dal 2004 al 2009). Seguono il settore di oggetti e vestiti usati (27,2% del totale, 63 imprese) e quello dei libri (7,8%, 18). E’ quanto emerge da un’indagine della Camera di Commercio che ha rielaborato dati messi a disposizione dal registro delle imprese, relativi al primo trimestre 2009 e 2004. (9Colonne)

























