NUOVE STRATEGIE PER L’INDUSTRIA CHIMICA

La situazione attuale dell’industria chimica a livello globale è a un punto di svolta: si prevede che entro il 2020 il settore sarà caratterizzato da dinamiche competitive diverse dalle attuali per natura e intensità. E’ quanto rileva il nuovo report di Deloitte sulle prospettive del settore, intitolato "The decade ahead: Preparing for an unpredictable future in the global chemical industry", che individua la necessità di adottare nuove strategie di business nel corso dei prossimi 10 anni . Lo studio di Deloitte evidenzia le performance finanziare e operative dell’ultima decade (1998-2008) di circa 230 aziende quotate operanti nel settore chimico a livello globale, includendo i player della chimica di base, della chimica specialistica e i player integrati. L’analisi mostra che la redditività non è migliorata negli ultimi dieci anni, tanto nella chimica di base quanto in quella specialistica . E’ il settore della chimica di base quello che ha sofferto il declino dei margini più rilevante dell’intera industria chimica. La riduzione dei margini, secondo la ricerca, nella chimica di base è dovuta soprattutto alla sovracapacità produttiva che caratterizza il settore. La flessione che ha riguardato la chimica specialistica, è dovuta, invece, all’intensa competizione, alla pressione sui prezzi e all’incertezza dei mercati a valle. Per quel che riguarda infine i player integrati, anche se hanno registrato un tasso di crescita a doppia cifra in molti degli anni dal 1998 al 2008, subiscono anch’essi l’impatto negativo del business della chimica di base e inoltre riflettono la necessità di arricchire il proprio portafoglio con prodotti specializzati a maggior valore aggiunto. "La ricerca mostra come l’approccio tradizionale al business, nell’ultima decade non sia stato adeguato per mantenere alto il valore. I prossimi dieci anni saranno caratterizzati da un’incertezza ancora maggiore e richiederanno alle aziende lo sforzo di focalizzarsi su nuove progettualità finalizzate a fronteggiare le complesse sfide che le attendono", afferma Dario Righetti, partner Deloitte. La chimica di base dovrà concentrarsi per preservare la liquidità, risolvere il problema della capacità produttiva in eccesso e assicurarsi l’accesso ai capitali. La chimica specialistica lavorerà per individuare strategie competitive basate sulla comprensione dei comportamenti dei propri clienti, prevedendo la focalizzazione sull’offerta dei prodotti e servizi più redditizi attraverso un livello di sofisticazione sempre maggiore. Per le aziende chimiche integrate pianificare nuove acquisizioni potrebbe essere il primo obiettivo strategico di successo, in particolar modo rappresenterebbe il mezzo più idoneo per consolidare la propria presenza nei settori della chimica specialistica. Per l’intera industria chimica le scelte da adottare per la ripresa dovranno essere individuate tenendo conto anche dell’andamento del mercato di riferimento dei principali clienti. Come avviene ormai in quasi tutti i settori dell’economia, anche per le aziende chimiche l’orientamento strategico è quello di allargare il proprio raggio di azione in ambito geografico. Le aziende occidentali della chimica di base si stanno orientando verso le opportunità di crescita offerte dai mercati dell’area dell’Asia Pacifico e da altre aree dei Paesi Emergenti. Con una quota di mercato contenuta, ma ancora in crescita, il Medio Oriente dimostra di avere vantaggi potenziali significativi, grazie alla disponibilità di idrocarburi a basso costo e continua, quindi a rappresentare una meta in grado di attrarre significativi investimenti. Si prevede che nei prossimi cinque anni circa l’80% della nuova capacità produttiva sarà di competenza dei mercati della Cina e del Medio Oriente. Allo stesso tempo, anche nelle economie di Stati Uniti e Unione Europea l’industria chimica continuerà a giocare un ruolo determinante. (9Colonne)

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