PMI, LAZIO: RIPRESA FRAGILE

Una ripresa "fragile", "incerta", "discontinua", "precaria". Questi gli aggettivi per descrivere la fase post-crisi fotografata dall’indagine congiunturale semestrale sulle Pmi del Lazio curata da Federlazio. Se rispetto alle attese il 2009 si è concluso con una diminuzione del PIL nazionale nell’ordine del -4,7%, dunque un po’ meglio rispetto al -5,1% previsto, le attuali stime sul 2010 indicano una lieve variazione positiva, intorno al +0,7%. Un valore, quest’ultimo, che se per ipotesi trovasse conferma ogni anno, ci farebbe impiegare 6-8 anni per recuperare il crollo registrato nel 2009. Rispetto al quadro nazionale, il Lazio, peraltro, sembra aver sofferto meno, sebbene alcune fonti abbiano stimato il suo PIL nel 2009 in calo tra il -3% ed il -4%. Sul fronte del commercio con l’estero, da gennaio ad ottobre del 2009 le esportazioni e le importazioni del Lazio sono, rispettivamente, diminuite del -19,6% e del -11,6%. La quota di beni e servizi esportati dal Lazio sul totale nazionale, nel confronto con lo stesso periodo del 2008, è passata al 4,1% dal precedente 3,9%, segno evidente che in molte regioni l’export ha subito riduzioni molto più consistenti rispetto al Lazio. La cassa integrazione guadagni ordinaria è aumentata del 106,6% (anche se resta inferiore al 350,2% registrato a livello nazionale), mentre la CIG straordinaria è aumentata del 371,5%, superando il dato nazionale, pari al 314,8%. Riguardo all’andamento dell’occupazione, dove il saldo è peggiorato da -6 a -11, la situazione è particolarmente negativa nel settore metalmeccanico, legno e servizi, mentre lo è un po’ meno nell’edilizia e chimico. Il saldo è positivo solo in due settori: informatica e grafico-editoriale. Per quanto concerne le intenzioni di assumere nel prossimo futuro, in calo generalizzato (il saldo si contrae da +3 a -1), il settore edile ed informatico hanno previsto di ridurre l’occupazione mentre un incremento dovrebbe verificarsi nei settori chimico, servizi e metalmeccanico. Infine, sul versante degli investimenti effettuati nel secondo semestre 2009, rispetto alla percentuale media in robusto calo dal 49,1% al 29,3%, hanno investito ancor meno le imprese del settore legno, edilizia e metalmeccanico. Hanno investito un po’ di più rispetto alla media solo le imprese del settore chimico e grafico-editoriale. (9Colonne)

Comments are closed