RECESSIONE, SEGNALI DI RALLENTAMENTO
Nell’area dell’euro il quadro congiunturale è bruscamente peggiorato nello scorcio del 2008. Il crollo delle esportazioni nel quarto trimestre (-6,7 per cento rispetto al trimestre precedente), insieme con quello degli investimenti, ha determinato una caduta dei ritmi produttivi, dei quali si prefigura una ulteriore contrazione nei primi mesi di quest’anno. E’ quanto si legge nell’ultimo Bollettino Economico della Banca d’Italia (10 aprile 2009). I consumi delle famiglie sono anch’essi diminuiti, nonostante il forte ridimensionamento dell’inflazione, probabilmente frenati dall’incertezza sulle prospettive occupazionali. Il tasso di disoccupazione dell’area è in aumento, a ritmi crescenti, dall’inizio del 2008. La Banca centrale europea ha proseguito la politica di riduzione dei tassi ufficiali iniziata lo scorso autunno abbassando i propri tassi di riferimento di 50 punti base in gennaio e di ulteriori 75 fra marzo e aprile. Il processo di riduzione dell’inflazione si è gradualmente esteso alle componenti di fondo, mentre si sono arrestate le spinte al ribasso di origine importata. Le aspettative di inflazione, pur ridimensionate rispetto a quelle formulate alla fine del 2008, non puntano a un calo generalizzato e duraturo dei prezzi. In Italia la dinamica negativa del PIL, in atto dalla primavera del 2008, si è accentuata nell’ultimo trimestre dell’anno, quando il PIL è sceso dell’1,9 per cento rispetto al trimestre precedente, il calo più forte dalla recessione del 1974-75. Vi ha contribuito il netto ridimensionamento delle esportazioni e degli investimenti. È proseguita la diminuzione dell’occupazione avviatasi nel terzo trimestre dello scorso anno; si è intensificato il ricorso alla Cassa integrazione guadagni. Al netto dei fattori stagionali il numero dei disoccupati è in crescita quasi ininterrottamente dal terzo trimestre del 2007. L’incertezza sulle prospettive occupazionali ha compensato gli effetti di stimolo sui consumi del calo dell’inflazione. Gli indicatori congiunturali fanno stimare un proseguimento del calo dell’attività economica nel primo trimestre dell’anno in corso, il quarto consecutivo. Si intravedono alcuni segnali prospettici di allentamento della forza della recessione, ad esempio nel recente sondaggio condotto dalla Banca d’Italia in collaborazione con Il Sole 24 Ore presso le imprese, pur se ancora non tali da prefigurare un arresto della caduta produttiva. (9Colonne)

























