SCATTO DELL’EXPORT SUI MERCATI EXTRA-EUROPEI
Sospiro di sollievo. Nel mese di maggio, torna a crescere, seppur lievemente (+0,5% rispetto ad aprile), in base ai dati destagionalizzati, l’export italiano sui mercati extra-europei. Viene premiato chi, in tempo di crisi, non ha rinunciato agli investimenti sui prodotti e sull’innovazione. Già nel mese di aprile, segnali positivi venivano dalla crescita del contributo dell’Italia alle esportazioni dei Paesi europei verso i mercati extra-UE (+4,4% rispetto ad aprile 2008), in controtendenza rispetto ai principali partner dell’Unione. Sperimentano infatti un calo Spagna (-6,2%), Germania (-2,8%) e Regno Unito (-2,3%), mentre la Francia si mantiene sostanzialmente stabile (0,7%). "L’andamento congiunturale lascia dunque intravedere una certa dinamicità delle nostre imprese in ambito extra-europeo sottolinea Gaetano Fausto Esposito, segretario generale di Assocamerestero del resto, la tendenza ad una lieve ripresa si conferma nel mese di maggio. Il superindice europeo, che misura il clima di fiducia delle imprese, vede l’Italia registrare, con un +5,3%, il miglioramento più consistente rispetto alle imprese europee, superiore del 2,5% alla media Ue, grazie soprattutto al positivo contributo dato dai settori dell’industria e dei servizi". Dopo il calo dell’8,8% del mese di aprile, a maggio tornano a crescere le esportazioni italiane negli Stati Uniti (+11,5%), raggiungendo il valore di 1,5 miliardi di euro. Buona ripresa anche nell’Area Mercosur (+14,7%), con punte del +15,3% in Brasile, dove il mese scorso si registrava invece un calo del 18%. In affanno le vendite in Russia (-14,5% rispetto ad aprile), nostro terzo mercato extra-europeo, a causa soprattutto di una crisi economica che porterà probabilmente il Paese a chiudere l’anno con un Pil al -5%. A livello settoriale, in crescita i mezzi di trasporto, che a maggio recuperano rispetto al mese precedente oltre un terzo del proprio mercato (+40%), per un valore delle vendite pari a un miliardo di euro. Buona performance anche per l’elettronica (+33%), mentre risultano in flessione i settori dei metalli (-13,5%), meccanica (-5,6%) e tessile-abbigliamento-calzature (-3,7%). (9Colonne)

























