Manovra: cosa tagliano le regioni

- Scritto da: martina -

Il presidente della regione Lombardia Roberto Formigoni ha paragonato il governo a un padre sciamannato, che dovendo fare dei sacrifici in famiglia li scarica tutti sulle spalle di uno dei figli, mentre lui continua a scialare. Un padre, ha ricordato Formigoni, che ha aumentato del 10% la spesa pubblica mentre le Regioni – che sarebbero appunto il figlio discriminato - hanno diminuito il debito del 6. Il taglio dei trasferimenti elargiti dallo Stato alle Regioni corrisponde a circa il 14 per cento di contrazione nella spesa. Si tratta tuttavia di una media. In termini assoluti, la manovra penalizza soprattutto la Lombardia che si vede ridurre i trasferimenti per oltre 700 milioni di euro. In termini di rapporto sulla spesa, le più penalizzate sono invece Puglia e Calabria, con tagli fino a un quarto. In termini pro-capite, si va dai 69 euro del Veneto ai 180 della Basilicata. In generale, le più penalizzate in rapporto alla popolazione sono le Regioni piccole e quelle meridionali. Che cosa verrà tagliato? Secondo Formigoni potrebbe essere tagliato, per esempio, un terzo dei treni regionali. Ma l’elenco dei settori a rischio tratto dal sito internet della Conferenza delle Regioni merita una citazione integrale: mercato del lavoro, polizia amministrativa, incentivi alle imprese, protezione civile, demanio idrico, energia e miniere, invalidi civili, opere pubbliche, agricoltura, viabilità, ambiente, rimborso tasse automobilistiche, difesa incendi, borse di studio, contratti del trasporto pubblico locale, politiche sociali, lavoro dei disabili, procreazione assistita, prestiti d’onore, lotta all’inquinamento, fondo affitti, fondo politiche per la famiglia, turismo, edilizia residenziale agevolata, sostituzione autobus, fondo non autosufficienze, fondo occupazione, edilizia sanitaria. Su questi settori andranno a incidere i tagli.