I RICCHI E I POVERI, LE DUE ITALIE
Sommando case, aziende, oggetti di valore, depositi bancari e titoli, e sottraendo i mutui ed altri debiti, la ricchezza media di ogni famiglia italiana è di 163 mila euro. Saremmo dunque un Paese di benestanti se fosse una media tra eguali. Ma il fatto è che quasi la metà di questo tesoretto è nelle mani del 10% delle famiglie, e che il divario tra queste e il restante 90% sta aumentando con il passare degli anni. Secondo i dati forniti ieri dalla Banca d’Italia, si va inoltre riducendo il reddito medio: nel 2010 per ogni famiglia è stato di 32.700 euro l’anno, circa 2.700 euro al mese. In termini reali è inferiore del 2,4% rispetto a quello riscontrato vent’anni fa. Considerando sempre l’ultimo ventennio, Banca d’Italia osserva che il reddito dei lavoratori autonomi e dei pensionati è cresciuto assai più di quello dei lavoratori dipendenti. Gli italiani che le statistiche classificano come poveri che hanno cioè un reddito inferiore alla metà della media sono il 14,4 per cento della popolazione, l’ per cento in più rispetto al 2008. Questa quota supera il 40% tra i cittadini stranieri. C’è da dire infine che quasi una famiglia su 3 reputa le proprie entrate insufficienti a coprire le spese. Dunque sarà anche vero che i ristoranti sono pieni, ma questo non sembra un argomento decisivo per chi è solito mangiare in cucina. (9colonne)

























