Vivendi vuole il 30% di Mediaset. Fininvest accusa Bollorè di manipolazione

- Scritto da: Concetta -

Vivendi contrattacca Fininvest con il 30% delle azioni di Mediaset. La holding di Berlusconi rilancia depositando un esposto e accusando la società di Bollorè di abuso e manipolazione.

Vivendi, la società francese di media e comunicazione di Vincent Bolloré, vuole il 30% di Mediaset. La società francese ha trovato sulla sua strada l’opposizione di Fininvest, holding della famiglia Berlusconi, che ha contrattaccato il colosso della comunicazione francese con un esposto legato all’abuso di informazioni e manipolazione.

Non è la prima volta che la società francese mette le mani in Italia. Già a giugno 2015 era diventata azionista di Telecom Italia per il 14,9% delle azioni ordinarie, quota aumentata fino al 24,9% nel marzo 2016. Mediaset sarà una nuova carta nelle mani francesi? Quali sono le accuse di Fininvest?

Ecco il punto della situazione sulle ultime vicende Vivendi-Mediaset, dall’inizio della partnership ad al muro di Fininvest.

La parthership tra Vivendi e Mediaset

La partnership tra Vivendi e Mediaset aveva avuto inizio lo scorso 8 aprile, con un accordo che prevedeva l’acquisto del 3,5% di Mediaset ed il 100% di della pay-tv Mediaset Premium. In cambio società di Cologno Monzese avrebbe ricevuto il 3,5% del capitale azionario di Vivendi.

Il risultato dell’accordo era stato il passaggio del 20% delle azioni di Mediaset a Vivendi, quota che ora vuole salire di ben dieci punti.

Il 30% è una soglia particolare, oltre la quale la Vivendi dovrebbe attivare l’opa (l’offerta di pubblico acquisto) e che renderebbe la Vivendi la seconda società azionaria di Mediaset dopo la Fininvest, che detiene il 39,2%.

A rendere nota la notizia dell’incremento delle quote è lo stesso Bolloré tramite una nota diffusa a mercati chiusi, nella quale si legge la volontà di “aumentare la partecipazione in Mediaset entro il limite del 30% del capitale e dei diritti di voto”.

Le accuse di Fininvest contro Vivendi

Fininvest, holding della famiglia Berlusconi, non si è fatta attendere ed ha reso noto, pochi minuti prima del comunicato di Bolloré, di aver presentato un esposto alla Consob accusando il gruppo francese di abuso di informazioni privilegiate e manipolazione del mercato.

Non si tratta del primo provvedimento legale di Fininvest nei confronti di Vivendi. Già in precedenza la società italiana aveva depositato un esposto contro la società francese presso la Procura di Milano.

Nell’esposto di questa volta, Fininvest ha richiesto all’organismo di controllo presieduto da Giuseppe Vegas di esercitare anche poteri che potrebbero comprendere anche il sequestro delle azioni:

Vivendi prosegue in una strategia molto aggressiva che, mossa dopo mossa, non fa che confermare tutte le irregolarità e le gravi violazioni evidenziate nelle denunce e negli esposti presentati alla Procura della Repubblica e alla Consob, con il deposito di adeguata documentazione. A queste prime azioni giudiziarie altre faranno seguito, sul piano sia penale che civile e amministrativo. Nessun profilo di intervento verrà trascurato.

L’incontro tra Pier Silvio Berlusconi ed il presidente del consiglio direttivo di Vivendi

La notizia della battaglia legale tra il gruppo Fininvest-Mediaset e Vivendi è arrivata dopo l’incontro tra Pier Silvio Berlusconi ed Arnaud de Puyfontaine, avvenuto lo scorso sabato. Durato solo 10 minuti, il colloquio ha visto solo la ferma richiesta degli italiani ai francesi di pagare i danni per il mancato acquisto di Premium, pari a 1,8 miliardi di euro.

Non sappiamo come andrà a finire, ma oggi si riunirà il cda Mediaset, il primo dopo l’incursione francese.